video 18 Oct

Un fantasmagorico Corrado Guzzanti.

video 17 Oct

Lasciaci ballare ancora un po´, Carla Boni.

quote 17 Oct

Il pedinamento mediatico di una persona, l’intrusione nella sua vita privata, la morbosa attenzione ai suoi atteggiamenti quotidiani, innocenti e inconsapevoli, rappresenta sempre e comunque un’azione barbara ed ingiustificabile. Se il pedinato è un giudice che ha appena emesso una sentenza contro l’azienda per cui svolgi il pedinamento da sbattere in prime time, sa tanto di ritorsione. E questa è un’aggravante, non una giustificazione.

Tutto questo, però, lo posso dire io e lo possono dire quegli italiani che non si sono lanciati come avvoltoi sulle foto private di Silvio Berlusconi a Villa Certosa. E lo possono sostenere a testa alta quei giornalisti che non hanno indagato, cercato, frugato tra le lenzuola di Palazzo Grazioli per trasformare i criticabili atteggiamenti privati di un uomo in un caso politico.

Tutti gli altri farebbero bene a tacere. E ad accettare il fatto che, una volta portata la guerra nel fango, ci possa essere qualcun’altro capace di combattere.

video 15 Oct

Lo spot pubblicitario come strumento di comunicazione, di informazione, di sensibilizzazione. Il prodotto da reclamizzare come “pretesto” per lanciare un messaggio “diverso” e, in quanto tale, superiore.

Qualcuno segue le orme, oppure le calze, di Oliviero Toscani.

text 14 Oct Risse da bar

niente:

Gilioli la vede così: siccome in Italia c’è un premier che ha il conflitto d’interessi, i giornali si stanno - preoccupantemente - accapigliandosi l’uno con l’altro.

Io la vedo così: siccome in Italia da 33 anni c’è anche un giornale-partito per autodefinizione, questo giornale pretende che tutti - giornali e partiti - lo seguano nella sua campagna (legittima) di critica al premier. Che, a sua volta, ha un grossissimo problema di scarsa conoscenza e rispetto per le regole democratiche (magari inadeguate, me regole) di questo Paese. Siccome questa campagna mediatica sta segnando il passo, adesso quel giornale-partito se la prende con i colleghi che - essendo solo giornalisti - non indossano l’elmetto ma cercano solo notizie.

via Niente.
link 13 Oct Roba da matti»

Il problema non è la libertá di stampa, bensí capire quanto si regge il mercato e si riesce a restare in edicola.

link 12 Oct Cosí distanti, cosí simili»

Non so se il Giornale e il Fatto, al di lá delle evidenti distanze di linea editoriale, si assomigliano veramente come illustrato in questo articolo.

Certo è che, su come dovrebbe essere confezionato ed articolato un quotidiano, Marco Travaglio nel giro di un mese si è dimenticato dei propri buoni propositi.

link 12 Oct Unitá di crisi per il rilancio dell´immagine dell´Italia nel mondo??? Ah beh, allora stiamo tutti in una botte di ferro!!!»

Emilio Fede come Bertolaso, Alfonso Signorini a capo delle gran dame della Croce Rossa.

quote 12 Oct
A questo punto, riconosciuto che né la campagna scandalistica né i contraccolpi giudiziari hanno scalfito la leadership berlusconiana, il Pd può cambiare strategia.
E dire a Berlusconi: se davvero hai un progetto di riforma delle istituzioni, non portarlo in piazza per cercare solo la legittimazione “dal basso” ma scopri le tue carte e rendiamo davvero questa una legislatura costituente, come ci si augurava a urne chiuse lo scorso anno.
quote 10 Oct
«Sentiamo la mancanza del Corriere che fu», ha detto il premier. Io sento la mancanza della borghesia che fu, dal cui ultimo campione raccolsi l’aneddoto su Churchill. Si chiamava Indro Montanelli e lasciò il Corriere negli Anni Settanta, quando era davvero «un foglio di sinistra», per tornare alla base non appena la nuova borghesia trionfante lo ritenne troppo anziano e carico di sintassi per rappresentarla.

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